La tecnica


Cera persa - La tecnica


La tecnica della cera persa è una delle tecniche piÚ lunghe e complesse: tutte le fasi sono manuali e occorrono artigiani esperti e abilissimi per eseguirle e per evitare errori che possano compromettere la fusione stessa.

In sintesi, la tecnica della cera persa crea un modello in cera dell’opera, chiuso tra due forme di materiale refrattario: una interna, detta anima, e una esterna chiamata anche mantello. Attraverso un processo di cottura delle forme, si ottiene lo scioglimento della cera e la formazione di un’intercapedine nella quale viene colato il bronzo fuso.

Una volta liberato il bronzo dal mantello e dall’anima, comincia un lavoro di nettatura, cesellatura e patinatura, anch’esso esclusivamente manuale, che può durare mesi o anche anni, a seconda di quanto è grande l’opera.

CALCO NEGATIVO

Dall’opera originale, che può essere fatta in qualsiasi materiale viene realizzato un calco negativo in un materiale che, solidificandosi, mantenga l’elasticità e possa essere quindi rimosso anche da figure complesse che presentino sottosquadri.

REALIZZAZIONE E RITOCCO DELLA CERA

Il calco negativo viene utilizzato per ottenere una copia positiva in cera vuota dell’opera. L’autore dell’opera o un altro artista la ritoccherà per eliminare eventuali difetti o imperfezioni.Viene aggiunto alla cera un colorante rosso che facilitare il lavoro di ritocco. Il suo spessore determinerà lo spessore del bronzo: è proprio questa cera infatti che andrà ‘persa’ e che sarà sostituita dal bronzo fuso.

APPLICAZIONE DELLE COLATE

La scultura in cera viene “ingabbiata” di bastoncini di canna, detti le colate, che hanno lo scopo di far fuoriuscire i vapori durante la fusione e di far raggiungere al bronzo più facilmente tutti i punti della scultura.

RIVESTIMENTO IN MATERIALE REFRATTARIO

Una volta applicate le colate, la cera viene riempita all’interno e rivestita all’esterno di un materiale refrattario, il loto, composto da mattone macinato e gesso. Restano visibili in alto solo l’estremità delle colate e il foro d’ingresso della gettata.

COTTURA DELLE FORME

La forma di loto che contiene la scultura in cera viene messa a cuocere in forno. La cottura scioglie la cera e brucia le colate, lasciando un’intercapedine all’interno della forma. La cottura e il raffreddamento devono essere graduali, per evitare rotture: occorrono circa dieci giorni per cuocere e far raffreddare le forme.

SOTTERRAMENTO DELLE FORME

Le forme, dopo la cottura, vengono ricoperte di terra umida pressata. Questa fase è necessaria per evitare che durante la gettata il bronzo fuso, che ha un peso specifico circa 9 volte superiore a quello dell’acqua, deformi o spacchi le forme di loto.

LA GETTATA

La lega di bronzo (90% rame e 10% stagno) viene portata a fusione (880-1020 °C) e quindi gettata dentro le forme. I gas che si formano durante la gettata fuoriescono, insieme all’aria, dalle colate predisposte intorno alla scultura.

SCASSETTATURA E RIPULITURA

Una volta raffreddate le forme vengono dissotterrate e rotte per liberare la fusione.

CESELLATURA

La scultura è affidata adesso alle mani esperte dei bronzisti che provvedono alla nettatura, raspinatura e cesellatura. Con un lungo e paziente lavoro, che può durare molti mesi, questi artigiani rifiniscono la scultura in bronzo portando la superficie della fusione al suo massimo splendore.

PATINATURA

L’ultima fase è la patinatura: il bronzo può assumere colorazioni diverse in base ai reagenti che vengono applicati sulla scultura. La patinatura è un’accelerazione del processo di ossidazione che normalmente avviene nel bronzo esposto agli agenti atmosferici.

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